Nostro Signore predicava la civiltà dell'amore, l'uomo ne ha creata una fondata sul profitto e la sopraffazzione. E' una civiltà dove si vive continuamente nel disagio. Ti costringe, creandoti dei bisogni, ad acquistare un'auto per poi non poterla usare tranquillamente, quando ne hai bisogno. Nella mia città molte persone che hanno acquistato con sacrifici quest’oggetto, utile per accompagnare la nonna ad una visita o andare acquistare la spesa poi devono fare i conti con parcheggi insufficienti, carburante sempre più caro e una viabilità che ti costringe ha fare dei giri di chilometri, con sprechi enormi di benzina e l'inquinamento che ne consegue, per raggiungere posti a breve distanza in linea d'aria. Poi ci sono quelli che come lupi famelici si avventano contro il povero autista distratto se solo ha superato l'orario di parcheggio di pochi minuti, questo perchè hanno l'"incentivo". In questo mondo tu non trovi persone sorridenti che ti accolgono, trovi persone arrabbiate che ti si avventano contro, gente che pur di guadagnare di più aspetta una tua minima distrazione. I comuni o le regioni non hanno altro modo di fare cassa aumentando le tasse, non perdono neanche un minuto di tempo per trovare situazioni alternative, chi ne soffre naturalmente sono le fasce più deboli. Ecco perchè oggi è diventata normalità votare una persona condannata, giustificarne un'altra perchè furbescamente cerca di non pagare per i propri errori, mentre in un paese sano nessuno li seguirebbe. Non siamo neanche capaci di boicottare le olimpiadi nate sul sangue d'innocenti, la gente non si scandalizza più, anzi penso che alla fine avranno il solito successo di pubblico. In questo caso le stesse nazioni non dovevano parteciparvi in forma di protesta. Questa non è sicuramente la strada che il nostro Signore c’indicava. 2.17 del 23/06/2008
lunedì 23 giugno 2008
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